

Sangano resta (forse) Comune montano nella nuova legge nazionale
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Negli ultimi mesi il nostro Comune, insieme a tante altre realtà montane e pedemontane d’Italia, ha vissuto con attenzione l’iter della Legge per il riconoscimento e la promozione delle zone montane (Legge 131/2025, detta “Legge Calderoli”).
La prima bozza del decreto attuativo, presentata dal Ministro Roberto Calderoli, introduceva criteri molto severi per definire i comuni montani: almeno il 25% del territorio sopra i 600 metri, il 30% con pendenza superiore al 20% e un’altitudine media oltre i 500 metri. Con questi parametri Sangano, con la sua altitudine media di circa 343 metri, sarebbe uscito dalla classifica dei comuni montani, perdendo l’accesso a fondi statali dedicati, incentivi fiscali per famiglie e imprese, agevolazioni su sanità, scuola e servizi, con evidenti ripercussioni sull’economia locale e sul contrasto allo spopolamento.
Di fronte a queste preoccupazioni, Regioni, ANCI e tanti enti locali hanno fatto sentire la propria voce. Il dialogo serrato con il Governo ha portato a una revisione significativa dei criteri: le soglie sono state abbassate (ad esempio l’altitudine media ridotta a 350 metri o meno in alcuni casi) e si è data maggiore attenzione ai comuni confinanti con aree già riconosciute montane.
Il 5 febbraio 2026 la Conferenza Unificata ha raggiunto l’intesa unanime sul testo rivisto, portando il numero dei comuni montani italiani a 3.715 (in Piemonte da 505 a 558). Grazie a questo percorso, Sangano è stato pienamente reintegrato tra i comuni montani, insieme ad altri sei centri della nostra zona: Avigliana, Caselette, Villar Dora, Sant’Ambrogio di Torino, Reano e Trana.
Sulle modifiche concordate nella Conferenza Unificata manca ancora la ratifica ufficiale da parte del Consiglio dei Ministri ma l’Amministrazione continuerà a seguire da vicino l’attuazione della norma e vi terrà tempestivamente informati.